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III° Simposio Mondiale

pubblicato 24 apr 2012, 14:56 da Luigi Milite   [ aggiornato in data 05 lug 2012, 13:51 ]

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Un Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà" - 

Terzo Simposio del CMSU: 

  dal 1 al 4 Novembre




Simposio



Come si è accordato nelle riunioni svoltesi a gennaio scorso a Toledo e Punta de Vacas, la terza edizione del nostro Simposio Mondiale verrà realizzata dal 1 al 4 novembre prossimi. Nel contesto della situazione di crisi che oggi è percepita da vasti insiemi umani, la commissione organizzativa. composta da membri di diversi centri di America, Europa e Africa, ha raggiunto una sintonia sulla proposta di dare un segnale paradigmatico chiaro verso il mondo.

Questo non significa che solo noi, umanisti universalisti, esporremo le nostre visioni e posizioni, ma che inviteremo ampiamente tutti coloro che si troveranno d’accordo con i punti basici che fanno parte della sensibilità umanista, a dare il loro contributo, in uno spirito di convergenza nella diversità. Si allega il testo elaborato a fondamento del Simposio.


Forma del Simposio

Il simposio sarà realizzato in maniera policentrica, avendo come centri manifesti i Parchi di Studio e Riflessione in cui si voglia organizzarlo. Nel caso dell’Europa, già si sono manifestati a riguardo Attigliano, Toledo e Ódena (Barcellona). In America Latina si concentrerebbe (secondo ciò che si è detto a Punta de Vacas) congiuntamente in un solo punto, Buenos Aires (senza precludere che anche altri punti possano decidere di organizzarlo nei loro Parchi).

Al di là dei luoghi e delle sfumature che possa prendere nei diversi punti, il Simposio è un evento mondiale, di insieme e simultaneo del CMSU.


Inquadramento del Terzo Simposio Mondiale


Lo sviluppo delle civiltà nel corso della storia non è stato un processo lineare.

Nuove civiltà sono sorte mentre le precedenti si andavano destrutturando. Lo studio del processo storico ci indica che oggi l'umanità si trova nuovamente di fronte ad un bivio .

La crisi profondamente umana e sociale che il mondo sta affrontando, e che si riflette in tutti gli ambiti, invita necessariamente a fermarsi a riflettere sul modo in cui vogliamo continuare ad avanzare.

Il mondo è in continua trasformazione ad una velocità sempre più vertiginosa. Molte credenze, valori e ideologie plasmate in momenti precedenti non sono più capaci di dare risposta ai problemi attuali e ancor meno di contribuire con soluzioni che possano aprire lorizzonte al futuro. Non crediamo che questa situazione debba intendersi in maniera catastrofica, ma che piuttosto serva a riconoscere in questo momento storico la fine di unepoca e di una cultura. La crisi sta creando il vuoto necessario affinché nasca qualcosa di nuovo.


Questa
crisi ci offre lopportunità di fare un balzo in avanti nella storia dellevoluzione umana. Un profondo cambiamento è in atto e sta nascendo una nuova sensibilità planetaria in mezzo al tumulto contemporaneo, che, guardando al futuro con cosciente ottimismo, porta con inevitabilmente una rinnovata concezione dellessere umano, e quindi della società e del progresso.

Tuttavia questa nuova civiltà non sorgerà meccanicamente, ma avrà bisogno di una scelta intenzionale e creativa per costruire i suoi nuovi fondamenti.

Lidentificazione dellessere umano come valore e preoccupazione centrale, il riconoscimento delluguaglianza di tutti gli esseri umani, il rispetto per la diversità personale e culturale, laffermazione della libertà di idee e credenze, la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di ciò che è accettato come verità assoluta e il ripudio della violenza in tutte le sue forme, sono senza dubbio i punti fondamentali attorno ai quali può riunirsi e plasmarsi questa nuova sensibilità come parte di una nuova civiltà: la prima civiltà planetaria della storia.

Questo Nuovo Umanesimo, continuazione creativa delle migliori aspirazioni di coloro che ci hanno preceduto, non è proprietà di nessuna cultura può essere cristallizzato in nessun tempo storico. LUmanesimo è presente in tutte le culture sotto diverse denominazioni e forme, e fluisce verso rinnovati significati allo stesso modo in cui la specie umana transita, in una maniera dinamica, dal determinismo verso la libertà.

Questo Nuovo Umanesimo, per definizione plurale ed includente, non pretende un mondo uniforme o un pensiero unico, bensì la convergenza, il dialogo e lazione congiunta di tutti coloro che si riconoscono in questa nuova sensibilità.

Affermare la necessità di un Nuovo Umanesimo significa anche affermare la ricerca di un Senso trascendente che giustifichi lesistenza umana al di della provvisorietà del trascorrere. Un Senso che si incontra nel profondo di ogni essere umano e che, una volta scorto, si traduce in un modo di vedere e di sentire che ci porta allazione valida nel mondo interpersonale e sociale.

Crediamo, noi tutti appartenenti al Centro Mondiale di Studi Umanisti, che il nuovo mondo sarà così come lo costruiremo e con questo spirito invitiamo tutti a partecipare al Terzo Simposio mondialeUn Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà.



Inquadramenti delle aree


Area 1 – Le basi di una nuova conoscenza


Il modo in cui strutturiamo e interpretiamo la realtà, e quindi il modo in cui articoliamo la conoscenza, è sempre in stretto rapporto con un sistema di credenze. È in base alle nostre credenze che costruiamo il paesaggio che ci circonda. Quando parliamo di crisi nel momento attuale lo facciamo a partire da una concezione di progresso, di storia, di evoluzione, fondamentalmente da una concezione del tempo.
La rivoluzione della fisica moderna, dopo più di un secolo, inizia a farsi strada nell’accezione comune. Il meccanicismo della causa-effetto del mondo newtoniano cede il passo alla relatività del campo spazio-temporale, alla reciprocità di energia e materia, ai sistemi complessi, al mondo indeterminato e paradossale della fisica quantistica, del caos e dei sistemi entropici in equilibrio instabile.
Un Nuovo Umanesimo ha quindi bisogno di formulare una nuova visione di processo in cui l’evoluzione delle strutture, mai isolate ma sempre inserite in un contesto maggiore, possa essere descritta da leggi di concomitanza, di struttura, di ciclo, di superamento del vecchio ad opera del nuovo, nella direzione di una crescente complessità. In questo nuovo orizzonte il grande attore e vettore della storia è l’intenzionalità umana, nel proprio cammino in spirale evolutiva.
Dal più infinitesimo microcosmo all’universo smisurato, lo sguardo si amplia e si approfondisce intuendo la complessità e la mistica meraviglia della vita e di tutto ciò che esiste. E in maniera concomitante, l’essere umano irrompe nel naturale fino alla creazione della vita sintetica.
Possiamo osservare nel corso della storia una serie di momenti storici convergenti, dei “momenti umanisti”, caratterizzati da una profonda valorizzazione dell’essere umano e dal rifiuto della violenza.
Sono momenti in cui la dialettica generazionale è riuscita ad installare un nuovo modello di riferimento che superava e spazzava via i paradigmi precedenti, recuperando però ciò che di positivo vi era nella tappa passata. In quei momenti le arti, le scienze, la tecnologia, l’estetica e le concezioni etiche sono state investite da nuova ispirazione. Un nuovo “senso” le ha animate e le ha poste con rinnovata chiarezza al servizio delle migliori aspirazioni evolutive. Contemporaneamente si poteva scorgere in tutte queste discipline un cambiamento nel modo di strutturare la realtà conseguente allo sforzo compiuto per uscire da visioni caratterizzate, in qualche modo, da elementi di chiusura e linearità.
Un Nuovo Umanesimo che si pone alla base di una nuova civiltà non potrà farlo se non andando al fondo della dinamica di quei momenti umanisti, scoprendo quelle caratteristiche sincroniche che li hanno caratterizzati.
In questo intento, si avverte la necessità di intrecciare le diverse discipline, scientifiche e umanistiche, per relazionare le molteplici informazioni in un complesso sistema di intelligenze. Si avverte la necessità di un’intelligenza d’insieme cooperativa e co-evolutiva e rinasce la ricerca intenzionale di un’etica della libertà, necessaria alla vita e all’evoluzione.


                                                            l’eco del reale mormorao rimbomba a seconda dell’udito che lo percepisce;
che se altro fosse l’udito,
altro canto avrebbe ciò che tu chiami “realtà”.



Area 2 – Il cambiamento sociale


I diritti e i doveri, inventati dagli esseri umani per necessità di convivenza, di fatto sono sempre stati imposti dal più forte al più debole, anche se tale evento ha spesso assunto laspetto, soprattutto nelle epoche recenti e per le popolazioni più avanzate, diun patto sociale. Tali diritti e doveri ebbero nel corso della storia processi di miglioramento e di degradazione, in fasi anche cicliche, ma tutte le trasformazioni operate, intenzionali o meno, hanno sempre più consolidato un sistema sofisticato di potere, fondato sul sopruso da parte di una minoranza a discapito di una maggioranza.
Lattuale civiltà planetaria, che nega alla maggior parte delle popolazioni perfino i più fondamentali diritti alla salute e alla sopravvivenza, che ostacola le potenzialità di diffusione della cultura, che tende ad accentuare le differenze materiali, creando recinti razziali, religiosi ed economici, sta conducendo lintero pianeta verso una catastrofica disumanizzazione. Questo sistema di potere si è creato in un determinato tempo e in presenza di certe condizioni che coloro che lo detengono tendono a mantenere inalterate.
La forte autoconservazione delle condizioni iniziali comporta che ogni evento che le si opponga, richiedendo una trasformazione evolutiva, venga soffocato e messo a tacere, con mezzi tanto più avanzati quanto più è sviluppata la società .
Lattuale crisi è interpretabile come la cuspide di un cambiamento strutturale e quale questo sarà dipenderà dalle spinte che verranno fornite al processo; esse potranno condurci verso una maggiore coscienza, consapevolezza, solidarietà e intenzionalità o verso un oscuro futuro, dalle tragiche condizioni di invariabilità.
Queste scelte dovranno essere prese considerando la centralità dellessere umano e con il sapiente uso integrato di tutte le risorse dellintero ecosistema, ma non appare realistico attendersi che ciò sia risolto dai partiti politici, o da ipotetici leaders, che in tutto il mondo hanno dimostrato il loro totale fallimento, e che hanno promesso progresso continuando invece ad allargare il divario che separa una minoranza opulenta da una maggioranza sempre più oppressa. Questo ordine sociale ci chiude dentro un circolo vizioso che si retroalimenta e che tende al completamento di un sistema globale al quale nessun punto del pianeta potrà sfuggire.
È lecito attendersi invece, e già se ne intravedono segnali dai più diversi punti del pianeta, che lautonoma solidale iniziativa di imprenditori, lavoratori, scienziati e semplici cittadini, consenta di riscoprire metodi per creare azioni sinergiche verso un progressivo sviluppo, coerente con le attese e la dignità dellessere umano, che non necessita vane ed illusorie speranze, bensì la consapevolezza delle sue immense potenzialità.



Area 3 – Il cammino della coscienza tra cultura e spiritualità


Il progredire della coscienza umana dal campo del determinismo naturale a quello della libertà ha contraddistinto l’evolversi delle culture e delle civiltà nel corso della storia.

Se gli antichi immaginavano un mondo sottomesso alle leggi della natura o ai capricci degli dèi, dove la Terra era piatta e l’Universo aveva la forma perfetta di sfera immobile, si inizia oggi a riconoscere in ogni campo l’infinità dei mondi e la continua dinamica evolutiva dei sistemi, mentre si vanno modificando simultaneamente le culture dei popoli.

La coscienza, in continuo adattamento crescente con il mondo, supera i propri limiti e amplia sé stessa, generando nuove immagini che provengono dalle sue regioni più profonde. Ad ogni nuovo passo dell’essere umano, il contatto con l’insondabile, la creatività e la spiritualità profonda hanno avuto un ruolo essenziale per guidare il cambiamento.

L'immagine del mondo su cui si fonderà la nuova civiltà mondiale sarà certamente la sintesi degli elementi più progressivi di ogni cultura oggi presente sul pianeta.

In questa ottica di sistemi aperti e dinamici che evolvono verso l’ampliamento della libertà stanno già nascendo una nuova Cultura e una nuova Spiritualità.

Una Cultura in cui la diversità acquista valore in quanto vera fonte di progresso, opponendosi all’uniformità di modelli e vecchi dogmi imposti con la forza dai sistemi dominanti.

Una Cultura in cui la nonviolenza viene riconosciuta ogni giorno di più come unico atteggiamento valido per la costruzione del futuro.

Una Spiritualità semplice e profonda, fonte d’ispirazione creatrice e di unione tra le persone e i popoli.



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